North Korea

Corea del Nord


La Repubblica Democratica Popolare di Corea, DPRK in inglese, o altrimenti conosciuta come Corea del Nord é tutto fuorché una destinazione turistica.

Non solo c’é un governo che mantiene efficientemente (o quasi) a distanza le “influenze esterne” dal proprio popolo, ma le continue tensioni che albergano l’intera penisola fanno che sí che il turismo non sia per niente stimolato e incoraggiato.


© Stanito, 2013

© Stanito, 2013

Per quanto mi riguarda, la mancanza assoluta di turisti fa si che la Corea del Nord mantenga in molti ambiti uno stile dopo-guerra, abbigliamento, stile di vita, cibo, anti-americanismo e anti-nipponismo, dittatura socialista basata sui principi del Juche (ci sará un post interamente dedicato a questo concetto), infatti sono in pochi, anzi pochissimi, i “fortunati” dell’elite coreana a conoscere e ad avere accesso all’informazione ed eventi internazionali, mentre che la stragrande maggioranza vive perennemente o nell’ombra della pesante propaganda imposta e basata sulla fantasia di Kim Il Sung & Discendenza (e sul loro culto all’immagine) o nella paura degli eventuali pericoli che corrono in caso aprano la bocca o azzardino opinioni dissidenti dalla dottrina del governo.

Kim Il Sung & Kim Jong Il Stanito© Stanito, 2013

Nonostante l’oppressione e l’assoluto controllo delle autorità che hanno limitato molto il mio viaggio nei pochi posti autorizzati, posso dire che la Corea ha comunque tanto da offrire: ci sono montagne bellissime, tanto belle come quelle che ho visto in Cina, fiumi ovunque dove c’é gente che lavano i panni in campagna, cascate scintillanti, spiagge sia deserte che stracolme, contadini gentili che invitano a ballare in mezzo alla strada sulle note della loro musica folklore del dopo guerra, e infine la genuina gentilezza di chiunque incontri per strada.

Una cosa molto distintiva della Corea e che non ho trovato in altri posti é che non mai possibile porsi la domanda “Dove si va a mangiare stasera?” o “Dove andiamo a divertirci?”. Una volta arrivati a Pyongyang, dove tra l’altro si possono trovare diversi prodotti internazionali, ci si accorge subito che l’ingresso nel paese é consentito solo a pochi viaggiatori iscritti a uno quei pochi tour autorizzati, per tanto il viaggiatore non avrà mai né tempo né libertà di andarsene in giro da solo. Questo perché ogni tour é soggetto a regole rigidissime dettate dal governo affinché si evitino le circostanze di dialogo tra viaggiatore e gente locale. Detto ciò, fatevi anche l’idea che ogni guida turistica sulla Corea del Nord non hanno al momento consigli pratici, solo descrizioni e una lunga lista di restrizioni. Ciò nonostante sembra (a detta di due amici che ci sono stati poco più di un anno fa) che le cose si siano leggermente allentate: ho potuto interagire con i locali, i contadini in campagna, i residenti in luoghi sperduti, ho ballato con loro e persino mangiato, ho scattato migliaia di foto, cosa che fino a un anno fa non era del tutto permesso.

Ci hanno persino portato al mare a fare il bagno, ma l’acqua aveva troppo fango per i miei gusti e così invece con due amici siamo sgattaiolati via per andarcene in giro per le spiagge e vedere la gente che mangiava il pesce. Forse ci siamo spinti un po’ troppo in lá, infatti mentre quelli del nostro gruppo nuotavano e giocavano a beach volley insieme alle nostre guide, noi siamo arrivati fino in cima a un promontorio dove abbiamo visto e quasi partecipato (involontariamente) a due risse.

North Korean Girl Stanito© Stanito, 2013

IMG_4550© Stanito, 2013

É sempre meglio evitare i drammi famigliari altrui, specialmente se sei in Corea del Nord dove non si sa mai come può reagire la gente locale ancora non abituata alla presenza degli stranieri.

Ma nonostante la cieca obbedienza verso le nostre guide, insieme ai miei amici abbiamo trovato numerose occasioni per svicolare e partire alla all’avventura (in spiaggia quello che é successo conta giá!) e alla scoperta di posti misteriosi e intriganti, cominciando con… il nostro hotel!

Alla prossima!

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6 replies »

  1. Alisa Chshmarityan:Spasibo za tpielyye slova za tpielyy priyem v Belorussii. Mi gordimsya,za armyan za predelami nashey Rodini,za takix predstaviteley armyanskogo naroda, kak Nonna Nersisyan. Nonnochka ya rada,chto poznakomilas s vami!!!!Udachi v tvorcheskoy i lichnoy jizni!!!!Nadeyus eshe vstretimsya

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